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  • Francesco Bocci

I PEZZI DI UN PUZZLE

Riflettevo, prima da uomo che da professionista, su ciò che sta succedendo intormo a me, come spesso faccio la sera, quando la mente si affatica e si stanca un poco, ed i pensieri e le emozioni affiorano.

E' in quel momento che possiamo provare ad ascoltarci ed a meditare.

Come nel sonno, l'inconscio ci parla.


Scopriamo che dentro di noi ci sono tanti pezzi di un puzzle.

Questa fase 2 è appena iniziata in realtà, e si sta evolvendo verso nuove riaperture.

Ed è proprio adesso che ci possiamo rimettere in gioco. Ma come?

Tutto è cambiato, questa è una considerazione che non mi tolgo dalla mia mente di uomo, prima che di psicoterapeuta.


Distanziamento. Questa parola mi dice molto su quanto il mondo là fuori è diverso.

Diverso da prima. I pezzi del puzzle sono cambiati.

E possiamo raccontarcela come vogliamo, ma questo ci fa paura.


Mai come in questi giorni ho notato la riattivazione di un nostro Sè bambino bloccato, regredito e non certamente in crescita. Focalizzato solo su un oggetto specifico.

Mi hanno spaventato la rabbia di alcuni in questi giorni,

come la crescente vergogna che dilagava in molti,

che ci rende inevitabilmente paranoici e tende ad attivare in noi

la dinamica pericolosa dell'eccessivo protezionismo.


C'è tutto un mondo intorno a noi, che ci dovrebbe saper portare "oltre" la nostra casa,

il nostro giardino, il nostro paese. Si chiama sentimento sociale.

Il virus ha colpito forte anche lì. Forse anche di più.


Cambiamento. Questa è la parola magica che oggi mi torna in mente.

E' arrivato il tempo del cambiamento, ma non tanto solo nel fare "altro",

ma in una nuova modalità di assestamento, in un nuovo atteggiamento creativo.

Ricostruire un puzzle. Una nuova figura. Quella di prima è scomparsa.


7 metri quadrati a persona in acqua per andare in piscina questa estate. Un'immagine simbolica di quanto ci mancherà per molto tempo qualcosa di importante, il corpo.

E poi la psicologia, la nostra professione, che non viene valorizzata.

Ed i bambini... quelli che sono meglio di noi, perchè sono più flessibili e plastici di noi.

Guardiamo a loro.


Un ultima emozione mi viene alla mente, la tristezza,

che ci fa riscoprire il nostro limite, il nostro sentimento di inferiorità innato.

Essa ci riporta sempre alla mancanza di qualcosa di importante per noi.

Al vissuto della perdita. E' un movimento spesso inconscio, che viene alla luce in questi momenti.


Ci mancherà la sicurezza di prima e sta a noi ritrovare un'integrazione tra felicità e paura.


Non serve aspettare il vaccino. Forse il virus se ne andrà da solo.

Ma i pezzi del nostro puzzle sono diversi oggi, come diversa è la figura finale.


In psicologia dinamica si chiama adattamento.

Alfred Adler lo chiama da sempre Sè Creativo.


Buona "fase 2" a tutti.


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©2020 by Dr Francesco Bocci - Psicologo Psicoterapeuta Adleriano - Iscrizione Ordine Psicologi Lombardia 3/2007 N° 10660
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